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2026: ancora troppi cristiani perseguitati nel mondo Azione di attacchinaggio per rompere il silenzio

Pubblicato da: UVNS 0 Commenti

2026: ancora troppi cristiani perseguitati nel mondo
Azione di attacchinaggio per rompere il silenzio

Nel 2026, parlare di libertà religiosa dovrebbe essere scontato. Eppure, in molte parti del mondo, professare la propria fede cristiana significa ancora oggi rischiare discriminazioni, violenze, arresti e perfino la morte.
Uno dei casi più recenti è la Siria.
Oggi è uno dei simboli più drammatici di come le persecuzioni contro i cristiani siano una realtà concreta.

Milioni di cristiani continuano a vivere sotto pressione costante: Una realtà spesso ignorata o sottovalutata dall’opinione pubblica internazionale.

Per questo motivo abbiamo realizzato un’azione di attacchinaggio a Piazza Gerusalemme, per rompere il silenzio e portare questa emergenza sotto gli occhi di tutti.
Abbiamo scelto di realizzare questa azione proprio nel periodo di Pasqua, simbolicamente, per esprimere vicinanza e sostegno ai nostri fratelli cristiani perseguitati nel mondo, uniti nella fede anche nelle prove più difficili.

Non si tratta solo di numeri, ma di vite umane.
Uomini, donne e bambini che chiedono semplicemente di poter vivere liberamente la propria fede.

Con questa iniziativa i volontari di Una Voce nel Silenzio vogliono:

– Dare voce a chi non può parlare
– Sensibilizzare l’opinione pubblica
– Invitare le istituzioni e la società civile a non restare indifferenti

Il silenzio rende invisibili le ingiustizie.
Noi abbiamo scelto di non tacere.

Perché la libertà religiosa è un diritto di tutti. Sempre.

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