Kosovo

Un Natale di persecuzioni

“Dire buon Natale è un crimine peggiore di un omicidio” così ha dichiarato Younus Kathrada, imam canadese di Victoria.[1] Queste non sono da leggere solo come le parole di un esaltato perché, in molte parti del mondo, i cristiani davvero non possono festeggiare in tranquillità il Natale. A Damasco, in Siria, quest’anno, per la prima volta dopo 7 anni, si è tornati a festeggiare la nascita di Gesù serenamente ed in piazza – cosa impossibile fino a poco tempo fa per via della guerra e della presenza dell’ISIS. Impossibile come in tutte quelle città ancora occupate dai terroristi che credono che tutti i cristiani, i musulmani sciiti e tutti coloro che professano altre religioni debbano essere uccisi. Ma non è solamente di matrice islamica l’odio verso i cristiani ed il Natale, può anche essere di ispirazione laico/governativa, come accade per esempio in Cina: quest’anno il governo ha proibito qualsiasi tipo di decorazione natalizia, anche scambiarsi gli auguri è vietato, vige inoltre l’assoluto divieto di celebrare questo giorno sacro.[2] Nel Vecchio continente non ce la passiamo meglio ed è sufficiente guardare al Kosovo e ai suoi cristiani ortodossi dove festeggiare il Natale – per loro è il 7 gennaio, seguendo il […]

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Kosovo: la tregua è terminata!

Che la guerra in Kosovo, ed in tutti i Balcani, non fosse davvero finita lo diciamo da un po’ ma, oggi, la crisi di tutta l’area è molto più palpabile. Venerdì il Parlamento kosovaro ha votato favorevolmente alla legge per costituire un esercito nel paese con la rappresentanza serba che ha disertato il voto.[1] Mitrovica è in subbuglio ed in tutte le enclavi sta salendo la preoccupazione. Ma è a livello internazionale che si sta svolgendo un’importante partita: lunedì 17/12/2018 si è riunito il Consiglio di Sicurezza dell’Onu e, tra i punti all’ordine del giorno, la Serbia ha fatto inserire di urgenza la questione kosovara.[2] Come ci si poteva aspettare, la Russia ha fatto sentire subito la sua voce dando manforte alla Serbia che si oppone risolutamente alla costituzione di un esercito di uno stato che non riconosce e per cui sarebbe disposta anche a scendere in guerra. Non solo Putin ha fatto la voce grossa nei confronti del Kosovo, sia l’UE che la NATO hanno espresso grandissime preoccupazioni per questa decisione. Non ci stupisce, invece, la presa di posizione americana che si complimenta con il governo kosovaro sostenendo la creazione di un esercito. Strategia statunitense che non è nuova […]

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Kosovo: alba di un nuovo conflitto?

KOSOVO: ALBA DI UN NUOVO CONFLITTO? Il rosso che sta a simboleggiare il sangue versato dal popolo serbo, il blu che sta ad indicare il mare da cui era bagnato il Regno di Serbia, il bianco che rappresenta l’innocenza e l’aquila bicefala, della dinastia Nemanjić. Questo il tricolore serbo che questa notte è stato esposto in tutte le finestre delle case, dei negozi e dei bar a Mitrovica, città del nord del Kosovo che accoglie la più grande enclave serba della regione. Qui la bandiera è un simbolo ancor più importante che nel resto del paese perché questa città è divisa in due dal fiume Ibar e dall’altra parte del ponte troviamo una forte componente albanese. Esporre il proprio vessillo è quindi sinonimo di appartenenza, ma anche di sfida. E questa volta i serbi del Kosovo la sfida la stanno lanciando a tutte le autorità del governo kosovaro e all’Europa intera: l’esercito kosovaro non si deve costituire. Nella seduta di oggi del parlamento i deputati sono chiamati a votare sulla trasformazione della Forza di sicurezza kosovora in un esercito vero e proprio. [1]E per le strade di pristina i kosovari di etnia albanese hanno festeggiato lungamente in questi giorni sventolando […]

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Attentato sventato a Dečani

Attentato sventato a Dečani Nonostante i tentativi di attaccarlo, il monastero di Dečani rimane un baluardo per l’Europa. È il 30 gennaio del 2016 quando a Dečani, città situata ad ovest del Kosovo molto vicina al confine con l’Albania, davanti allo storico monastero ortodosso, patrimonio dell’UNESCO, la KFOR ferma un’auto sospetta. È sera, le temperature sono rigide e per quella strada difficilmente passa qualcuno quando fa buio. I militari vedono una Volkswagen bianca con all’interno quattro uomini e, durante la perquisizione, trovano un AK47, una pistola e molte munizioni. Perché attaccare un monastero? Chi potrebbe volere la morte di quei monaci? A rivelarcelo sono le scoperte fatte successivamente dalla polizia: all’interno dell’automobile vengono rinvenuti testi sacri dell’Islam. Le tensioni in Kosovo non sono legate esclusivamente al conflitto etnico, vi è anche un’importante componente religiosa: questo è soltanto uno dei moltissimi attacchi che hanno subito i cristiani all’interno della regione dal 1999 ad oggi. Come vivono i monaci e gli uomini di fede questa terribile situazione? Lo abbiamo chiesto a loro quando, durante la nostra prima missione in Kosovo, abbiamo raggiunto il monastero passando dalla stessa strada percorsa dai terroristi in quella notte d’inverno esattamente un anno prima. La strada innevata […]

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KFOR: aiuto alla popolazione o presenza ingombrante?

Nella stessa settimana in cui il governo kosovaro ha deciso di alzare del 100% i dazi doganali il Primo Ministro Haradinaj non ci pensa nemmeno a far calare la tensione. Così ieri si è presentato, insieme al governo albanese, alla “Festa della bandiera” che si tiene il 28 novembre per ricordare l’indipendenza dell’Albania dall’Impero Ottomano e, nella stessa giornata, si ricorda la nascita di Adem Jashari terrorista e fondatore dell’UCK. Come se non bastasse Haradinaj ha giurato sulla bandiera albanese! Ma come? Il Kosovo non vuole la completa indipendenza e non vuole essere riconosciuto come stato autonomo? Quale Primo Ministro andrebbe a giurare sulla bandiera di un altro paese? Tutta questa ipocrisia è ora di smascherarla: il sogno di Haradinaj e dei musulmani kosovari è la Grande Albania e la pulizia etnica nei confronti dei cristiani ortodossi serbi. Oggi il Premier è tranquillamente seduto accanto al vice-segretario dell’ONU per discutere di sicurezza nel regione kosovara e della KFOR. Questo, soprattutto a fronte di quanto detto, è inconcepibile e chiediamo quindi all’ONU e all’UE di fermare ogni tipo di accordo con il Kosovo ed iniziare ad aprire gli occhi su chi realmente è il loro alleato! Noi rimaniamo al fianco della […]

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KFOR: aiuto alla popolazione o presenza ingombrante?

La missione NATO in Kosovo inizia ufficialmente il 12 giugno 1999 e l’Italia vi prende parte fin da subito.[1] A giugno dello stesso anno la Serbia ha firmato il piano di pace proposto dal G8 che prevedeva, appunto, l’invio di truppe nato. In seguito, una risoluzione ONU, previde il controllo del Kosovo da parte di un organismo internazionale e l’autonomia della Provincia, rimarcando la sovranità della Serbia.[2] La storia recente parla invece di uno stato riconosciuto da alcuni e non riconosciuto da altri ma con la costante presenza della KFOR sul territorio.[3] Durante le nostre missioni in Kosovo abbiamo spesso avuto occasione di parlare con militari italiani presenti nelle zone ritenute più a rischio e, per questo, abbiamo deciso di incontrare l’allora Comandate della Missione, il Generale Fungo. Il Quartier Generale a Pristina è molto imponente e accoglie i 5000 militari ancora impegnati nella missione. I Comandanti KFOR italiani sono stati ben 9 e, nel novembre 2017, il Generale Cuoci è succeduto al Generale Fungo divenendo il quinto Comandante consecutivo italiano.[4] Ma di cosa si occupa oggi la KFOR? Nella sua intervista il Generale Fungo ce lo ha spiegato molto bene dicendo che deve “Contribuire al mantenimento di un ambiente […]

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Kosovo: regione serba o stato indipendente?

Kosovo: regione serba o stato indipendente?   Dal 1999 il Kosovo è stato “temporaneamente” posto sotto l’amministrazione dell’ONU. Quel temporaneamente dura da quasi 20 anni perché, anche se le Nazioni Unite stanno cercando di abbandonare piano piano la missione, oggi non si vede un vero e proprio spiraglio di risoluzione diplomatica tra Belgrado e Pristina. Nel febbraio 2008 il Kosovo ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza rispetto alla Serbia con il benestare di ONU e UE. L’indipendenza della regione è stata riconosciuta da 102 paesi delle Nazioni Unite di cui 22 dell’UE.[1] Ed è proprio l’UE che oggi cerca di riprendere un ruolo dominante all’interno della questione balcanica. A settembre si sono infatti incontrati, separatamente, il Presidente serbo Vucic e quello kosovaro Thaci con l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE Francesca Mogherini. Il motivo? Cercare di trovare una soluzione a questa tensione in modo che sia Kosovo che Serbia possano entrare nell’UE. Un ricatto bello e buono da parte delle istituzioni europee che, tra l’altro, ancora una volta dimostrano di non sapere o di non capire la storia di quei paesi.[2] Ma è giusto ritenere il Kosovo come stato indipendente? A livello giuridico la Corte Internazionale di giustizia […]

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