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Kosovo: alba di un nuovo conflitto?

KOSOVO: ALBA DI UN NUOVO CONFLITTO? Il rosso che sta a simboleggiare il sangue versato dal popolo serbo, il blu che sta ad indicare il mare da cui era bagnato il Regno di Serbia, il bianco che rappresenta l’innocenza e l’aquila bicefala, della dinastia Nemanjić. Questo il tricolore serbo che questa notte è stato esposto in tutte le finestre delle case, dei negozi e dei bar a Mitrovica, città del nord del Kosovo che accoglie la più grande enclave serba della regione. Qui la bandiera è un simbolo ancor più importante che nel resto del paese perché questa città è divisa in due dal fiume Ibar e dall’altra parte del ponte troviamo una forte componente albanese. Esporre il proprio vessillo è quindi sinonimo di appartenenza, ma anche di sfida. E questa volta i serbi del Kosovo la sfida la stanno lanciando a tutte le autorità del governo kosovaro e all’Europa intera: l’esercito kosovaro non si deve costituire. Nella seduta di oggi del parlamento i deputati sono chiamati a votare sulla trasformazione della Forza di sicurezza kosovora in un esercito vero e proprio. [1]E per le strade di pristina i kosovari di etnia albanese hanno festeggiato lungamente in questi giorni sventolando […]

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Attentato sventato a Dečani

Attentato sventato a Dečani Nonostante i tentativi di attaccarlo, il monastero di Dečani rimane un baluardo per l’Europa. È il 30 gennaio del 2016 quando a Dečani, città situata ad ovest del Kosovo molto vicina al confine con l’Albania, davanti allo storico monastero ortodosso, patrimonio dell’UNESCO, la KFOR ferma un’auto sospetta. È sera, le temperature sono rigide e per quella strada difficilmente passa qualcuno quando fa buio. I militari vedono una Volkswagen bianca con all’interno quattro uomini e, durante la perquisizione, trovano un AK47, una pistola e molte munizioni. Perché attaccare un monastero? Chi potrebbe volere la morte di quei monaci? A rivelarcelo sono le scoperte fatte successivamente dalla polizia: all’interno dell’automobile vengono rinvenuti testi sacri dell’Islam. Le tensioni in Kosovo non sono legate esclusivamente al conflitto etnico, vi è anche un’importante componente religiosa: questo è soltanto uno dei moltissimi attacchi che hanno subito i cristiani all’interno della regione dal 1999 ad oggi. Come vivono i monaci e gli uomini di fede questa terribile situazione? Lo abbiamo chiesto a loro quando, durante la nostra prima missione in Kosovo, abbiamo raggiunto il monastero passando dalla stessa strada percorsa dai terroristi in quella notte d’inverno esattamente un anno prima. La strada innevata […]

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KFOR: aiuto alla popolazione o presenza ingombrante?

La missione NATO in Kosovo inizia ufficialmente il 12 giugno 1999 e l’Italia vi prende parte fin da subito.[1] A giugno dello stesso anno la Serbia ha firmato il piano di pace proposto dal G8 che prevedeva, appunto, l’invio di truppe nato. In seguito, una risoluzione ONU, previde il controllo del Kosovo da parte di un organismo internazionale e l’autonomia della Provincia, rimarcando la sovranità della Serbia.[2] La storia recente parla invece di uno stato riconosciuto da alcuni e non riconosciuto da altri ma con la costante presenza della KFOR sul territorio.[3] Durante le nostre missioni in Kosovo abbiamo spesso avuto occasione di parlare con militari italiani presenti nelle zone ritenute più a rischio e, per questo, abbiamo deciso di incontrare l’allora Comandate della Missione, il Generale Fungo. Il Quartier Generale a Pristina è molto imponente e accoglie i 5000 militari ancora impegnati nella missione. I Comandanti KFOR italiani sono stati ben 9 e, nel novembre 2017, il Generale Cuoci è succeduto al Generale Fungo divenendo il quinto Comandante consecutivo italiano.[4] Ma di cosa si occupa oggi la KFOR? Nella sua intervista il Generale Fungo ce lo ha spiegato molto bene dicendo che deve “Contribuire al mantenimento di un ambiente […]

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Kosovo: regione serba o stato indipendente?

Kosovo: regione serba o stato indipendente?   Dal 1999 il Kosovo è stato “temporaneamente” posto sotto l’amministrazione dell’ONU. Quel temporaneamente dura da quasi 20 anni perché, anche se le Nazioni Unite stanno cercando di abbandonare piano piano la missione, oggi non si vede un vero e proprio spiraglio di risoluzione diplomatica tra Belgrado e Pristina. Nel febbraio 2008 il Kosovo ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza rispetto alla Serbia con il benestare di ONU e UE. L’indipendenza della regione è stata riconosciuta da 102 paesi delle Nazioni Unite di cui 22 dell’UE.[1] Ed è proprio l’UE che oggi cerca di riprendere un ruolo dominante all’interno della questione balcanica. A settembre si sono infatti incontrati, separatamente, il Presidente serbo Vucic e quello kosovaro Thaci con l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE Francesca Mogherini. Il motivo? Cercare di trovare una soluzione a questa tensione in modo che sia Kosovo che Serbia possano entrare nell’UE. Un ricatto bello e buono da parte delle istituzioni europee che, tra l’altro, ancora una volta dimostrano di non sapere o di non capire la storia di quei paesi.[2] Ma è giusto ritenere il Kosovo come stato indipendente? A livello giuridico la Corte Internazionale di giustizia […]

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